Oggi abbiamo intervistato colei che ci aiuta e fa da filo conduttore tra noi e la popolazione quando noi non possiamo esserci: Riki Anderson. Le abbiamo fatto alcune domande per farvi capire la sua storia, cosa la spinge a vivere in un paese come il Malawi e quali sono le problematiche e le soluzioni che secondo lei si possono debellare e attuare.
Riki Anderson nasce in Zambia da padre scozzese e madre sudafricana, comincia le scuole superiori in Sud Africa e le conclude nel regno Unito. Finita l’high school ha cominciato gli studi in legge diventando un avvocato specializzato in diritti umani e legislazione costituzionale. Ha lavorato per tanti anni per il movimento anti apartheid a Londra e dal 1994 al 2004 in Sud Africa. Dal 2004 Riki felice-mente pensionata si è trasferita in Malawi dove, fin da subito, è stata coinvolta in alcune iniziative di sviluppo sociale ed in attività di ricerca sul sistema educativo del Malawi.

“Quando sono arrivata in Malawi ho velocemente realizzato che nonostante dal 2004 l’educazione sia diventata pubblica (gratuita), la qualità dell’insegnamento era notevolmente bassa. Questo mi ha spinto a cercare la causa del perché le persone vanno a scuola per dodici anni e poi non sono preparate. Una delle conclusioni a cui sono giunta è che quando hanno fatto questa riforma scolastica, non l’hanno pianificata bene, perché hanno spostato dall’inglese alla lingua madre, il chichewa la lingua d’insegnamento. Molto velocemente si sono trovati a non avere abbastanza insegnanti, classi, materiale scolastico ecc. E non hanno nemmeno pianificato che l’ingresso alla secondary school, necessita di sapere l’inglese. Quindi hanno continuato a ridurre le qualifiche che gli insegnanti delle primary schools dovevano avere per diventare insegnanti, questo per cercare di colmare il vuoto di insegnanti che c’era, e tutto ciò ha portato ad una situazione in cui, persino oggi giorno, in questa provincia, si hanno tra i 120 ed i 150 bambini per insegnante ma gli insegnanti non sono qualificati per insegnare loro l’inglese. L’attuale governo ha anticipato l’età in cui i bambini si suppone debbano iniziare ad imparare l’inglese, ma ci sono davvero pochi insegnanti che sanno e sono realmente in grado di insegnarlo ai bambini. Ci sono una serie di problematiche con la lingua inglese, problematiche che lentamente ma con certezza hanno portato ad una situazione in cui i ragazzi vogliono passare e continuare nell’educazione secondaria ma non sono in grado di leggere nè comprendere i manuali di testo.”
Riki inizialmente aveva pensato di aprire una scuola materna, ma la mancanza di finanziamenti e di figure che supervisionino queste strutture ha reso molto ardua la nascita di questo progetto.
Ma poi la svolta, Riki racconta:

“Ho incontrato Luigi ed Enrico , evidentemente loro hanno deciso che Monkey Bay è un posto cool per intraprendere questo progetto. E così due anni fa abbiamo iniziato il tutto ed io credo che il programma sia cresciuto in maniera davvero splendida. Io sono molto contenta per le borse di studio e anche voi potete vederlo, le persone sono davvero molto molto felici. E quello che io ho visto dagli insegnanti con cui voi avete lavorato è stato un cambiamento: so per esperienza che è dura lavorare con persone adulte, e riuscire a modificare la loro percezione del mondo ed i loro comportamenti, ma voi avete raggiunto tanto: quel party che gli insegnanti hanno organizzato per voi significa tanto, io lo vedo proprio come un cambiamento del vecchio paradigma nell’attitudine di vita degli insegnanti: normalmente loro si sarebbero aspettati che voi aveste fatto un party per loro, perché questo rispecchia come il Malawi si è sviluppato, ovvero ciò che è stato definito dal precedente presidente ed il cui fratello la momento sta ripetendo: “a nation of beggars”. ( mendicanti). E per uscire da questa mentalità bisogna pensare che non è il Presidente che può svilupparti, solo tu puoi sviluppare te stesso; perché in genere il popolo malawiano è cresciuto con la mentalità che si aspetta che sia il Presidente a farti crescere, così come era scritto in un articolo di giornale del 2015 dove si leggeva.

Intervista a Riki

“They have been prayed now for many years for a president who would pull them over the poverty line.” E leggendo questo mi sono immaginata il povero presidente con una di queste lunghissime reti da pesca, con 70 milioni di persone sulle sue spalle che provava a tirarli al di là della linea di povertà. Quindi è cruciale quando si lavora con le persone in Paesi in via di Sviluppo come il Malawi, che si metta la gente nelle condizioni di realizzare che ESSI DEVONO PRENDERSI LA RESPONSABILITA’ DI SVILUPPARE LORO STESSI. E’ necessario cominciare subito a lavorare con i bambini, di sicuro sarà più facile creare un nuovo approccio alla vita e nuovi stimoli per il futuro della popolazione. Voi avete ottenuto tanto da questi insegnanti, perché questa è la parte più dura: da ciò che ho imparato dalla mia personale esperienza, è più facile mettere i bambini nelle condizioni di farli iniziare a prendere responsabilità della propria vita e del proprio sviluppo, con gli adulti è molto più difficile, ed io sono davvero contenta che voi avete ottenuto questo, e forse non avete ancora realizzato che buon lavoro state facendo, perché io ho lavorato in Malawi per molto tempo e ultimamente sto lavorando con adulti, e alcune volte è davvero difficile farli realizzare che cosa io devo fare per farli progredire.”
Quanto è importante l’attività sportiva per la crescita di un ragazzo?
” Un concetto consolidato del mondo Occidentale è che lo sport rafforza i risultati scolastici. E questo è il motivo per cui nel mondo Occidentale avete insegnanti di ginnastica nelle scuole, ore di educazione fisica obbligatorie, e anche programmi organizzati di sport extrascolastico, e questo perché l’antico principio di mens sana in corpore sano è stato provato e riprovato scientificamente. Si hanno bisogno di alcune cose per ottenere risultati accademici:
• Una dieta bilanciata, perché sappiamo che il cervello ha bisogno di alcuni tipi di nutrienti specifici per lavorare e sappiamo che la malnutrizione ha impatti molto negativi. Anche nel progetto delle scuole materne noi cerchiamo di fare in modo di avere una buona nutrizione fin dall’età precoce, così che la crescita possa avvenire in maniera adeguata. Se si vuole sviluppare questo concetto non bisogna solo dare ai bambini del buon cibo, ma anche insegnare loro fin dalla tenera età la necessità di un’alimentazione bilanciata. In termini di alimenti io ho trovato che in Malawi tante risorse non vengono sfruttate. I Malawiani non hanno una cultura dietetica salutare, anche se ci sono molti alberi con frutti molto salutari.. Ma se nessuno inizia a farti assaggiare qualcosa tu di tuo non lo assaggi, ed è stato anche scientificamente provato che è importante avviare i bambini il più precocemente possibile ad una dieta equilibrata e varia . Quindi lavorando con i bambini di giovane età noi cerchiamo sempre di insegnare loro l’importanza della biodiversità, di insegnare loro che quegli alberi di baobab che hanno in cortile possono renderli molto brillanti ed intelligenti se mangiano qualche frutto ogni giorno, perché il frutto di baobab è molto ricco di vitamine del complesso B, vitamina C, antiossidanti, ma loro non li utilizzano davvero. Anche il frutto di amarulla è molto salutare ma non lo sfruttano qui, e non fanno persino la birra, cosa molto strana perché per esempio in Swaziland hanno addirittura un festival della birra amarulla che dura una settimana. E così ci sono anche altri frutti che non sono sfruttati. C’è un’organizzazione giapponese che ha una sezione separata chiamata OBOP, One Believe One Project, e loro insegnano agli abitanti dei villaggi a seccare il mango e a produrre marmellate dalle risorse locali, quindi sono persone coinvolte a cercare di dare una risposta ai problemi.
‘Quindi questa è la parte nutrizionale nello sviluppo del corpo dei bambini, e poi cè tutta la parte dello sport, molto importante per lo sviluppo olistico del bambino. Lo sport è importante non solo per il discorso del fitness e dei benefici in termini di salute associate alla pratica sportiva, ma insegna anche ai bambini la disciplina, lo spirito di squadra, e tutta una serie di cose importanti per essere funzionali in una società. Inoltre una cosa importante del concetto di disciplina che si impara nello sport è che è una forma di disciplina non associata a punizione, perché spesso a scuola se non completi i tuoi compiti ricevi una punizione, nello sport invece la disciplina è un processo di apprendimento naturale. Se guardiamo agli esempi del mondo occidentale vediamo come spesso lo sport e la disciplina imparata dall’individuo sportivo siano poi molto importanti anche per la vita sociale ed economica dell’individuo. In genere le persone con meno disciplina hanno più difficoltà a perseguire una carriera adeguata.

Intervista a Riki

Quindi è importante impegnarsi sia a scuola che nello sport. Per cui secondo la mia opinione dare una borsa di studio a qualcuno che non includa tra i criteri di assegnazione anche quello sportivo sarebbe un uso improprio del denaro. E’ importante includere lo sport, un’adeguata nutrizione, e naturalmente includere quelli che possono essere i possibili strumenti che permetteranno al bambino di poter proseguire in una secondary school. E queste sono le esigenze che copriamo con le borse di studio che avete introdotto.”
Cosa puoi dirci della popolazione di Monkey Bay, cosa ne pensano? Vedono nell’atletica soltanto uno svago o anche un modo per migliorare la vita dei loro figli e delle loro figlie?
“Questo punto è proprio ciò che mi ha spinto a pensare che sia stato per me molto importante coinvolgere i genitori e consultarli. Ho un’amica, con una storia molto triste, che si è tolta vita in Colorado, lei aveva costruito una scuola materna in uno dei villaggi dei pescatori, ma si è trovata a combattere tutto il tempo con i genitori che dicevano ” non vogliamo che i nostri figli siano educati, loro devono imparare a pescare.” E alla fine dopo circa tre anni di tentativi lei ha abbandonato, perché c’erano anche tutta una serie di altri problemi con gli insegnanti, perché la comunità del villaggio si è mangiata tutti i soldi invece di pagare gli insegnanti. E così lei alla fine si è tolta la vita in Colorado, proprio perché segnata da questa esperienza e da questa visione dell’uomo bianco sbagliata. Solo poche donne del villaggio la sostenevano, ma tutti i padri le erano contro, per loro i bambini dovevano solo imparare a pescare, e la scuola non era in grado di fare ciò, per cui non era utile. E’ per rispondere a questi problemi che ho deciso di lavorare e coinvolgere anche i genitori, di dare loro dei fogli da firmare ecc, così che i genitori possano vedere e capire la necessità di dare loro dei mezzi per lo sviluppo dei loro bambini e lasciarli partecipare ai progetti.
Sono contenta che tra i genitori con cui ho parlato per spiegare delle borse di studio assegnate ai loro figli c’è stata approvazione e supporto per il progetto, ed in particolare una madre era molto coinvolta ed ha svolto anche un ruolo di mediazione verso le altre madri, era molto dinamica ed entusiasta.”
Riki ci spiega come il progetto stia crescendo e in futuro avrà bisogno di più assistenza in termini per esempio di insegnanti di inglese che possano andare volontariamente per 2-3 mesi ad insegnare l’inglese. Il sistema che uso per insegnare inglese è anche di facile comprensione ed immediato e non è necessario che tali insegnanti di inglese siano per forza madre lingua. Ci concentriamo soprattutto sull’espandere il vocabolario e l’uso del linguaggio, mentre la grammatica è considerata con più attenzione successivamente.
Concludiamo chiedendo quali sono gli obbiettivi che si è posta con e per Africa Athletics?

“Di sicuro una cosa che è fissa nella mia mente è la necessità di riuscire a ricevere un terreno che possiamo usare come sede permanente per gli allenamenti di atletica. Al momento ci sto ancora lavorando, sto pensando anche di contattare altre figure che mi possano aiutare ad ottenere questo terreno, che servirà per l’educazione e lo sviluppo dei bambini di Monkey Bay. Ho chiesto l’arena vicino alla casa del Presidente ma me l’hanno negata, ma in verità io non ho ancora abbandonato l’idea , non mi interessa se mi hanno detto che sono pazza, forse non sanno che sono davvero pazza.”
Farvi conoscere il nostro team, farvi entrare nella dimensione Africa Atheltics è il nostro modo per farvi sentire parte di questo progetto in continuo movimento.

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