Africa Athletics è un progetto culturale, educativo e sportivo che si svolge durante l’estate italiana in una cittadina del Malawi: Monkey Bay. Il progetto è nato nel 2015 da un’idea di Mario Pavan ed Enrico Tirel, due atleti di livello nazionale che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo per trasmettere valori e stili di vita sani dello sport che amano: l’atletica leggera.

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La realtà del Malawi in pillole

Il Malawi è uno stato dell’Africa sudorientale, ex colonia britannica che è attraversato da nord a sud dalla Grande Rift Valley: in questa depressione si trova il lago Malawi. Monkey Bay è una cittadina di circa 15000 abitanti (fonte del 2008) che si situa sulle sponde del lago nella parte sud. Il Malawi è uno stato principalmente agricolo, densamente popolato e in forte crescita demografica. Tre quarti della popolazione, in particolare nelle zone rurali, vive con meno di un dollaro e mezzo al giorno. Una delle piaghe che affligge questo stato è l’HIV: circa il 12 per cento della popolazione è certificata essere sieropositiva o ha l’AIDS, che, insieme alle sue complicanze, è la principale causa di morte. L’aspettativa di vita è di 54 anni. La religione principale è il cristianesimo.

La scuola primaria a Monkey Bay

Il progetto opera con quattro scuole primarie di Monkey Bay: ognuna con circa 2000/2500 studenti.
La scuola primaria dura 8 anni e dovrebbe cominciare per i bambini all’età di circa 6 anni. Le famiglie però mandano i ragazzini a scuola a seconda delle loro disponibilità economiche e delle contingenze familiari: così l’inizio della scuola diventa un dato non certo per tutti. Le classi sono composte circa da 200 studenti ciascuna e sono seguite da un unico insegnante. La lingua con cui si insegna è, dal ’94, il Chichewa, un dialetto locale. L’inglese è stato negli ultimi decenni progressivamente abbandonato dalle masse,però rimane comunque indispensabile per potersi iscrivere alla scuola secondaria e per fare qualsiasi tipo di carriera all’interno dell’apparato statale. Il metodo d’insegnamento è in linea di principio molto differente da quello della scuola italiana. Il concetto di base è: lo studente si costruisce la propria cultura e il proprio sapere discutendo con i suoi pari sugli argomenti proposti dagli insegnanti. Forse il numero elevato di studenti per classe, forse il metodo di insegnamento fallimentare o mal recepito dal corpo insegnante, forse le difficili condizioni sociali in cui vivono i ragazzini, alla fine degli 8 anni di scuola primaria meno del 10% degli studenti padroneggia l’inglese a sufficienza per iscriversi alla scuola secondaria. A questo gruppo poi bisogna sottrarre chi non ha i mezzi economici per iscriversi.

Il progetto

Progetto foto 2La pratica sportiva è ormai riconosciuta come importantissimo strumento di prevenzione per patologie fisiche cardiovascolari e sociali come la solitudine, le paure e le devianze dei più giovani. Inoltre l’attività sportiva strutturata trasmette l’attitudine alla programmazione e pianificazione del futuro costruiscele basi per il riconoscimento del merito individuale, allena corpo e mente alla sopportazione della fatica e del dolore. Il progetto si svolge all’interno della scuola secondaria Lusumbe. Nell’ampio giardino della scuola viene disegnata la pista di atletica su un suolo sabbioso con dei solchi continui e riempiti di calce sapientemente miscelata con acqua. Le attività si articolano nell’arco di tre settimane. In questo periodo di tempo i volontari, selezionati in italia, durante la mattina trasmettono le loro conoscenze sportive agli insegnanti della scuola primaria attraverso lezioni sia teoriche in aula che pratiche in campo. Viene fatta provare loro ogni specialità dell’atletica leggera, le varie metodologie di allenamento, l’organizzazione delle gare. A mezzogiorno si pranza tutti insieme: volontari, insegnanti e bambini. Questo è un bel momento per condividere i miglioramenti che si possono apportare alle attività, la propria cultura, le difficoltà personali, anche le paure e per costruire un rapporto di fiducia tra tutti i soggetti coinvolti nel progetto. Infatti uno dei punti di forza di questa iniziativa è la dimensione personale del rapporto che si instaura tra i volontari e gli insegnanti Malawiani. Lo spirito è quello di sviluppare il progetto in maniera comune e condivisa, facendo si che gli obiettivi siano sentiti propri da tutti. Inoltre attraverso il pranzo si cerca di costruire in parallelo un progetto legato all’alimentazione che cerca di sviluppare un piano alimentare sano e reperibile nelle zone più’ vicine, favorendo i produttori locali. Nel pomeriggio invece i volontari affiancano gli insegnanti nell’allenamento con i ragazzini. Durante le tre settimane vengono organizzate delle competizioni tra i bambini. Al termine del periodo del progetto l’attività sportiva prosegue durante tutto l’anno con l’organizzazione settimanale di allenamenti per i bambini.

Le borse di studio

Alla fine del progetto vengono assegnate delle borse di studio a 20 bambini in base ai risultati sportivi, raccolti sia durante l’anno che nelle tre settimane di attività, e al loro andamento a scuola. Una borsa di studio sostiene un bambino a 360 gradi durante l’anno per quel che riguarda, istruzione, spese scolastiche, spese di trasporto, allenamenti e lezioni d’inglese. Il costo di una borsa di studio è di 360 dollari. Le borse di studio hanno due obiettivi : tutelare la salute dei bambini con l’attività motoria e l’alimentazione e predisporre il bambino alla conoscenza di una lingua fondamentale per lo sviluppo personale. Si cerca così di creare la possibilità di un ampliamento culturale che allarghi gli orizzonti per le generazioni future.

La base logistica: Mufasa Eco Lodge

Tutta l’attività sia durante il progetto che il restante tempo dell’anno è supportata dall’aiuto dello staff del Mufasa Eco Lodge. La proprietaria del Mufasa, Riki Anderson, è responsabile amministrativo e collaboratrice del procuratore a MonkeyBay. Il Mufasa è situato in riva al lago ed è un luogo dove i volontari hanno la possibilità di riposare dopo giornate di fatica e di incontrare altri viaggiatori che transitano per il Malawi.

Breve storia di Africa Athletics e sviluppi futuri

Progetto foto 3Il progetto, cominciato nel 2015, è cresciuto negli anni in maniera progressiva: il numero degli insegnanti che partecipano e di bambini è in continuo aumento. Nel primo anno d’attività si avevano 9 insegnanti e 30 bambini e progressivamente si è arrivati fino ad avere un squadra di 24 insegnanti e 150 bambini. Il progetto, che ora è a regime di numero, ha impostato come massimale di partecipazione 150 bambini, dato che il cambio generazionale è continuo. L’assegnazione delle borse di studio è cominciata nel 2017 con 12 sussidi ed è proseguita nel 2018 con 20. L’obiettivo ora è quello di far crescere anno dopo anno il numero di borse di studio. Tutto ciò dovrà essere supportato dallo sviluppo delle strutture di ricezione e da un consolidamento della fiducia reciproca con la comunità. In questi tre anni il progetto è stato realizzabile grazie alle donazioni di privati e all’organizzazione di gare per raccolta fondi. Arrivati a questo punto è necessario riuscire a trovare dei partner per un progetto a lungo termine che dia ad una comunità la forza della condivisione per rendere una realtà opaca, più trasparente e aperta alla crescita.

Africa Athletics in numeri

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Bambini
Insegnanti
Borse di studio
Costo di una borsa di studio
Giorni di attività dei volontari
Paia di scarpe raccolte e donate